ANGELO FLORAMO

Chi è Angelo

È nato a Udine nel 1966. Insegna Storia e Letteratura al Magrini Marchetti di Gemona e collabora come cultore della materia con diversi gruppi di ricerca afferenti l'Università degli Studi di Trieste. Si è laureato in Lingua e Letteratura Latina Medievale discutendo una tesi sui Mitografi Vaticani. Medievista per formazione, ha pubblicato molti saggi e articoli specialistici; collabora con diverse riviste nazionali ed estere. Dal 2012 è stato dapprima direttore scientifico e poi consulente scientifico della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, ruolo che svolge tutt'ora. Appassionato cultore dell'Est Europeo, ha firmato numerosi contributi aventi per oggetto i mondi slavi. Con Balkan Circus (Ediciclio-Bottega Errante 2013) e Guarneriana Segreta (Bottega Errante 2015) ha sperimentato con gusto le vie della narrazione.

Angelo was born in Udine in 1966. He teaches History and Literature at the "Magrini-Marchetti" in Gemona del Friuli and works as an expert of the subject with different research groups related to the University of Trieste. He graduated in Medieval Latin Language and Literature, debating a thesis about the "Mitografi Vaticani". Trained as a medieval historian, he has published many essays and specialized articles; he collaborates with several magazines both in Italy and abroad. Since 2012, he has been Scientific Director and is currently Scientific Consultant of the Biblioteca Guarneriana in San Daniele del Friuli. Enthusiast lover of Eastern Europe, he has produced many contributions regarding Slavic worlds. With "Balkan Circus" (Ediciclio-Bottega Errante 2013) and "Guarneriana Segreta" (Bottega Errante 2015), he successfully ventured into the realm of narration.

IL TALK DI ANGELO FLORAMO

Il tempo è una dimensione sinestetica totale che investe i sensi e li attraversa, sublimandoli, trasfigurandoli e rendendoli vivi: lo si può assaggiare, ascoltare, toccare, annusare. Perfino vedere. E' la cadenza dell'esametro latino, che rievoca il battito del cuore o il piede pulsato in terra che ritma il passo della danza degli sciamani; è lo spazio vuoto tra il dito di Adamo e quello di Dio nella Genesi della Cappella Sistina dipinta da Michelangelo; è il bacio non dato che Keats canta nell' "Ode su di un'urna Greca". E' la nota prolungata dei madrigali di John Dowland, arciliuto alla corte di Elisabetta di Inghilterra. Il tempo è il senso dell'attesa, gravida di deflagranti pensieri, il lampo del Mito che si abbraccia al Rito, la domanda che il viandante pone alla sentinella del Salmo, quando chiede a che punto è arrivata la Notte. Il tempo è l'ora dell'eterno presente, ingoiata da un prima e un dopo che non esistono più o non esistono ancora. Il Kairos che fugge verso le nebbie dell'indistinta consapevolezza del sè. L'attimo eternamente fuggente e bellissimo verso il quale Faust grida la sua disperazione. E noi con lui.

Time is a synesthetic and totalizing dimension, that runs over and through the five senses, elevating, transfiguring, and reviving them: indeed it is possible to taste, hear, touch and even smell time. Even see it. What is time? It is the cadence of the Latin hexameter, that evokes the heart beat or the foot pulsing on the ground at the rhythm of the shamans'dance; it is the empty space between the fingers of God and Adam in the Sistine Chapel painted by Michelangelo; it is the nongiven kiss that Keats sings in the "Ode of a Greek urn"; it is the long note of John Dowland's madrigal, who was archlute at the court of Elizabeth of England. Time is the sense of waiting, fraught with explosive thoughts, the flash of Mito that embraces Rito, the question that the wanderer poses to the sentinel of the Psalm, asking where the Night has gotten to. Time is the hour of eternal Present, swallowed by Before and After, that no longer and yet exist. The fugitive and splendid moment to which Faust cries his despair. And we, are with him.