VALERIA FILÌ

Chi è Valeria

Valeria Filì è Professoressa Ordinaria di Diritto del lavoro nell'Università di Udine e titolare degli insegnamenti di Diritto del lavoro e Diritto previdenziale nei corsi di laurea di Giurisprudenza. Nata a Udine nel 1972, nel 1996 si è laureata in Giurisprudenza nell'Università di Trieste e nel 2001 ha terminato il Dottorato di ricerca in Diritto del lavoro nell'Università di Padova. Nel 2002 è iniziata la sua carriera accademica, culminata nel 2012 quando è diventata professoressa ordinaria. Madre di una figlia nata nel 2008, dal 1997 al 2016 ha scritto due monografie e circa novanta tra saggi e articoli. La sua attività di ricerca, di stampo prettamente giuridico, è rivolta all'analisi di tematiche concernenti il diritto del lavoro, il diritto del mercato del lavoro, il diritto della previdenza e assistenza sociale, le relazioni sindacali, le pari opportunità e il diritto antidiscriminatorio.

Valeria Filì is Full Professor of Labor Law at the University of Udine, where she teacher Labor Law and Social security Law. Born in Udine in 1972, she graduated in Law in 1996 at the University of Trieste and completed her PhD in 2001 about Labor Law at the University of Padua. In 2002 she began her academic career, that progressed up to her becoming tenured professor in 2012. She also has a daughter since 2008 and for the last10 years has published 2 monographs and about ninety papers and articles. Her research field, predominantly juridical, revolves around issues on the Labor Law, Social Security Law, Labor Relations and equal opportunities.

       

IL TALK DI VALERIA FILÌ - IL TEMPO DELLE DONNE

Le donne, nei Paesi più sviluppati, vivono una dimensione del tempo diversa dagli uomini, sempre in bilico tra lavoro produttivo e lavoro riproduttivo e di cura. Per scelta o per tradizione sono ancora considerate "le vestali" del focolare domestico e su di esse grava il compito di provvedere alle necessità morali e materiali della famiglia e prima di tutto dei figli, quanto meno fino all'inizio dell'adolescenza. Divise tra il desiderio di procreazione, l'ansia di essere delle buone madri, l'aspirazione a realizzarsi professionalmente e ad essere economicamente autonome, sempre più spesso le donne subiscono il tempo "degli altri" senza riuscire ad imporre "il proprio tempo" e a trovare "il tempo per se stesse". Gli effetti di questa schizofrenia sono sotto gli occhi di tutti: le donne hanno maggiori difficoltà degli uomini ad entrare nel mercato del lavoro, a rimanerci e a fare carriera; guadagnano mediamente meno degli uomini e sono le prime a rinunciare alle loro aspirazioni professionali nel caso di nascita di figli. In Italia i tassi di occupazione femminile e di natalità sono sconfortanti e allarmanti, viste le pesanti ricadute sui tassi di occupazione generale e sulla sostenibilità del sistema di Welfare. I tempi sono ormai maturi perché lo Stato italiano ripensi a nuove forme di intervento nel mercato del lavoro nella logica di sostenere i genitori e in particolare le donne lavoratrici nel loro tanto faticoso quanto prezioso lavoro di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare; in particolare vanno ideati meccanismi sinergici che consentano una temporanea riduzione del tempo di lavoro ed una tutela economica in modo favorire la conciliazione senza intrappolare le donne ai margini del mercato e nella povertà, precostituendo per il futuro un trampolino di reingresso nel mercato ed iniettando una nuova fiducia e sicurezza che possa spronare anche ad una ritrovata voglia di natalità.

TIME IN THE WOMEN'S WORLD
Women, in the most developed countries, live in a different time dimensions than men, because they juggle with their job, household choirs and motherly duties. By choice or tradition, they are still viewed as the caretakers of the family and burdened with the duty of catering for the family's morality and material needs, particularly for their children until they reach maturity. Torn between the desire for procreation, the anxiety of being good mothers, the aim to be professionally successful and financially independent, all they can do is accept other people's timings without laying down their own time and making time for themselves. The effects of this schizophrenia are evident: women suffer a lag in the access to the labor market and their career path is less certain; they earn on average less than men and are the ones that give up their professional dreams in case of birth of a child. In Italy, female employment and birth rate are alarmingly low, considering the effects on the sustainability of the welfare system. Time has come for the Italian State to think new labor market measures to support parents and employed women in their tough but valuable handling of working and family life. In particular, we should devise new mechanisms that allow a reconciling of financial safety and temporary workload reduction, without jeopardizing women's chances in the labor market, in order to form a future re-entry point into the labor market, so as to create a secure and stable environment that might also bring birthrate to more sustainable levels.