Alan Mattiassi | TEDxUdine

Nato in Friuli nel 1983. Affascinato durante gli anni scolastici dai videogiochi prima e dai giochi da tavolo successivamente, all’università si è dedicato allo studio della mente, esplorandone lo sviluppo durante la laurea triennale e la funzionalità neuro-cognitiva durante la magistrale. Addentratosi nell’ambito della ricerca con un dottorato in Comunicazione Multimediale, da allora si dedica allo studio del gioco e a come la mente lo approccia, lavorando sia come libero professionista che all’interno dell’accademia in ambiti in cui il gioco è tema principale e la psicologia modalità d’eccellenza. Socio PlayRes, è stato docente presso la Scuola di Fallimento e l’Università di Udine, membro del comitato scientifico della Tavola Esagonale e dell’Archivio Nazionale del Gioco, attualmente si occupa di ricerca scientifica in un progetto co-finanziato dalla Comunità Europea legato al gioco.

IL TALK DI ALAN MATTIASSI

E se giocare fosse il modo migliore per conoscersi? E se giocando potessimo capire meglio che in qualsiasi altro modo le potenzialità di una persona? E se potessi imparare meglio e di più giocando? La psicologia del gioco, prendendo in prestito strumenti e metodi alle neuroscienze e alla teoria dei giochi, ci fornisce la teoria utile a rispondere a queste domande. Il gioco, per sua stessa struttura, porta il giocatore ai propri limiti cognitivi, in maniera volontaria ed automotivata, dandoci la possibilità di valutarne le capacità. Modellando situazioni interattive come giochi, possiamo portare le persone a prendere decisioni più strategiche. Ridurre interazioni complesse a giochi semplici ci permette di evidenziare fattori che pesano sulle nostre decisioni e di cui non siamo consapevoli. “Si può scoprire di più di una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione” (Platone). Ora abbiamo gli strumenti per provarlo.