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Un nuovo capitolo per le idee: ripensare i talk, ripensare noi.

9 mesi fa Chris Anderson aveva annunciato una nuova sfida per TED e il suo avvenire: trovare un nuovo organismo capace di raccogliere la visione, i valori, la comunità, le idee per portarli avanti nei prossimi decenni. Come possiamo abbracciare questo cambiamento anche noi di TEDxUdine?

Il nuovo capitolo di TED

TED è da sempre un’organizzazione no-profit e quello che ha costruito negli ultimi decenni è qualcosa d’immenso. Più di 100 le offerte che sono arrivate da individui, fondazioni, organizzazioni dei media, piattaforme tecnologiche, gruppi di investitori e università. La scelta che dovevano fare non doveva riguardare solo il capitale, anzi, non doveva essere il primo elemento di scelta. Sul piatto c’erano il mantenimento dei valori TED, essere libera dai partiti, non avere conflitti di interessi, TED non doveva essere venduto a interessi commerciali, mantenere il pluralismo di più voci e in ultimo, ma non importante, doveva rimanere un’organizzazione NO PROFIT.

E alla fine si è giunti a un nuovo nome: Sal Khan, fondatore e CEO dell’incredibile organizzazione no-profit Khan Academy. Sal entrerà a far parte del consiglio di TED come nuovo TED Vision Steward (l’annuncio si può leggere nell’articolo di Chris Anderson).

Non c’è ancora una strategia definita – si saprà qualcosa entro la fine dell’anno – ma la visione sarà quella di dare a TED il compito di trovare nuovi modi per sviluppare l’apprendimento permanente dell’umanità. E TED potrebbe svolgere un ruolo significativo nel contribuire ad affrontare la crescente divisione e isolamento sociale del mondo. Una vera sfida.

Cosa significa oggi, per chi cura un evento TEDx, vivere questo “nuovo capitolo”?

Il valore del talk in una società che consuma tutto

Le piattaforme social strabordano di contenuti e noi ci siamo trasformati in fagocitatori di video, caroselli, post a punta di scroll. Apriamo le nostre app per colmare brevi istanti di tempo libero senza un vero scopo specifico, per intrappolare quei pochi minuti e secondi, senza una vera attenzione su quello che guardiamo. Di conseguenza, chi produce quei contenuti, per forza di cosa si ritrova a stimolare la nostra attenzione con i mezzi più disparati.

Il classico talk invece ha un tempo lungo, lunghissimo, che richiede concentrazione. Come può sopravvivere in futuro?

Proprio per questo, qualche tempo fa, TED aveva dato a noi organizzatori e curatori lo spunto di tenere conto nella costruzione del talk, di una parte centrale di circa 30 secondi, nella quale l’idea viene esposta, come se fosse un riassunto. Da usare poi come mezzo divulgativo sulle piattaforme social proprio per poter cogliere un primo interesse nelle persone.

Da qui potete capire quanto sia importante e che ruolo gioca la curation di un talk: non è un testo che lo speaker manda a un TEDx e poi lo impara a memoria quel giorno. C’è un confronto aperto tra speaker e curator nel quale si cerca di trovare il modo migliore per esporre l’idea. Esattamente così: perché al centro di tutto c’è l’idea, non lo speaker. “Le idee cambiano tutto” è il nuovo motto di TED e TEDx, evolvendosi dal noto “Idee che vale la pena diffondere”.

E quindi: i talk hanno ancora valore o rischiano di diventare un contenuto tra tanti?

Dal palco alla partecipazione

Ho paura a rispondere a questa domanda perché sono parzialmente pessimista. Negli ultimi anni, soprattutto in Italia, sono stati generati centinaia di talk, molti autoreferenziali, di promozione, ben lontani dallo spirito TED, generando un senso di sfiducia nel pubblico TEDx. Questo, inevitabilmente, ha portato a un calo delle visualizzazioni e nella partecipazione da parte degli speaker che, come ben sapete, non vengono retribuiti per il loro contributo. Alcuni non vedono il palco TEDx di valore. E questo è un gran peccato, soprattutto da parte di chi si è sempre impegnato nel mantenere intatti i valori TED.

Gli eventi TEDx sono in primo luogo un’esperienza da vivere nel reale e, secondo me, questo è il punto di forza più importante. E’ l’incontro di una comunità che partecipa a qualcosa di unico.

Cosa cerca davvero oggi chi partecipa a un evento? Ispirazione, appartenenza, coinvolgimento?

Il ruolo del curatore: rischio o conferma?

Lo penso da tempo: il curatore ha un ruolo chiave. Non solo in un evento TED, ma in qualunque evento o festival. Il curatore ha la responsabilità di guardare avanti, di proporre una visione. Questo comprende anche il non accontentare tutti. Di non chiamare solo personaggi famosi e influencer. Spesso, chi ha buone idee, sta nascosto, fuori dalle logiche delle visualizzazioni e dei post Linkedin.

L’accontentare tutti – spinti dalla leva del marketing di creare solo cose che piacciono alla massa – ha portato a un appiattimento della proposta culturale. Invece l’evento TEDx deve avere il coraggio di osare, assumendosi certamente anche il rischio delle proprie scelte. Se non c’è esplorazione dell’ignoto non c’è evoluzione.

E’ l’importanza del coraggio curatoriale: scegliere idee che non confortano ma spostano il pensiero da un punto all’altro.

Verso un nuovo tipo di evento

Possiamo allora pensare di immaginare un evento che si evolve: interazione, performance, esperienze ibride.

TEDx come laboratorio di nuovi linguaggi, non replica di format.

Siamo pronti a reinventare anche il modo in cui condividiamo le idee?

Conclusione

Se siete arrivati a leggere fin qui: grazie! In questo momento storico vale moltissimo, soprattutto perché questo articolo l’ho prodotto senza l’ausilio di in un’intelligenza artificiale: è autenticamente umano.

TEDxUdine è l’espressione territoriale di un movimento globale“. In questa frase, che trovate anche nella Home Page di questo sito, ho voluto racchiudere tempo fa il senso dell’evento TEDx e il motivo per cui è nato qui a Udine: diffondere idee da connessioni che si creano a livello locale. E questo è e sarà sempre un punto fermo.

Dobbiamo però porci una domanda, aperta a tutti, perché credo alla forza partecipativa dal basso:

Come vorremmo che fosse il prossimo capitolo di TEDxUdine?

Potete unirvi alla conversazione e rispondere anche voi:

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