Ad alta quota c’è un tempo per noi. Intervista a Erica Beltrame.

Erica Beltrame è laureata in scienze della comunicazione ed è giornalista professionista. Da sempre sensibile alle tematiche della montagna, grazie alla passione ereditata dal padre, da quando è diventata madre ha sentito il bisogno di far conoscere anche alle sue bambine la meraviglia della natura e dei paesaggi montani. Così, assieme ad altre mamme, tra cui Francesca Tosolini e Sara Baroselli, ha creato una pagina Facebook intitolata “Camminare coi bambini in Friuli e dintorni“. Anche Erica sarà dei nostri il prossimo 3 marzo, a Udine. Anche a lei abbiamo posto alcune domande…
 
 
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1) Sei spesso a contatti con i bambini. In che tempo vivono i bambini di oggi? Quali sono i tratti salienti di questo loro tempo? Quali le opportunità e quali i rischi?

I bambini di oggi vivono un tempo frenetico, in cui purtroppo una delle parole che sentono più spesso è “muoviti”. E se da un lato hanno la possibilità di fare esperienze, conoscere luoghi e vivere situazioni inimmaginabili fino a poco tempo fa, dall’altro lato il rischio è che perdano il gusto di sperimentare la noia, il tempo vuoto, l’assenza di attività preconfezionate, condizioni necessaria per far lavorare la fantasia.

 

2) Hai mescolato la tua passione per i bambini con la passione per la montagna. Che tipo di tempo trascorrono in montagna? Perché le passeggiate e le escursioni possono migliorare il tempo che vivono?

I bambini hanno un legame fortissimo con la natura. Maria Montessori già un secolo fa sosteneva che “il bambino ha bisogno di vivere naturalmente, di “vivere” la natura e non soltanto di conoscerla, studiandola o ammirandola. Le energie muscolari dei bambini anche piccolissimi sono superiori a quanto supponiamo: ma per rivelarcele occorre la libera natura. Se i bambini sono a contatto della natura, allora viene la rivelazione della loro forza”. Questa forza non è solo funzionale alla crescita del fisico ma alimenta anche il “sentire” la natura, con ricadute benefiche sulla psiche, sulla mente, sullo spirito, arricchendo così le percezioni e l’apprendimento, nonché la moralità.

Sempre secondo Montessori “Il sentimento della natura cresce come ogni altra cosa; e non è certo trasfuso da noi con qualche descrizione. Sono le esperienze che lo colpiscono”.  Per me, Sara Baroselli e Francesca Tosolini (le mie colleghe curatrici della pagina Facebook e autrici del libro) è stato naturale coniugare la nostra passione per la montagna e per la natura ai figli.  In montagna tra l’altro imparano a esercitare la pazienza, a capire che le cose più belle e più gratificanti (la conquista di una cima, l’arrivo in un punto panoramico o in un parco giochi di alta quota) richiedono a volte tempo e “fatica”. In montagna possono essere più liberi, scoprire i cambiamenti delle stagioni ma anche sperimentare come un urlo possa disperdersi o tornare indietro in base al luogo in cui ci si trova. Possono vedere l’acqua d’estate e trovare nello stesso punto, mesi dopo, il ghiaccio. Possono scoprire come il silenzio permetta di sentire il canto degli uccellini o ammirare caprioli e scoiattoli che sbucano all’improvviso tra gli alberi. Possono giocare a cercare le fragoline, i lamponi o le castagne, aguzzando vista e motricità fine. A volte è faticoso prepararli, preparare gli zaini, studiare i percorsi, valutare le possibile variabili, ma credo sia un dono prezioso che facciamo ai nostri figli. E che anche in età adulta tornerà fuori, come bagaglio forte della loro persona.

 

3) Come organizzi il tuo tempo personale e lavorativo? Hai delle abitudini particolari legate alle ore della tua giornata?

Io lavoro in radio con un contratto part-time, questo mi permette di avere tutti i pomeriggi da dedicare alle mie bambine, ma mi permette anche di prendere del tempo per me, per andare a correre o quando possibile andare in montagna da sola, anche come momento di riflessione personale e di raccoglimento. Con il part-time ho uno stipendio un po’ più basso, ma ho più tempo libero. Fortunatamente per la mia famiglia questa è una scelta possibile (sia economicamente, sia per la disponibilità dei datori di lavoro) e al momento per noi è la soluzione ideale.

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