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Angelo Floramo: le migliori fra tutte le idee mi sono sempre nate tra un “tic” e un “tac”

Classe 1966, attualmente residente a San Pietro di Ragogna ma da sempre conosciuto a San Daniele e in generale come studioso rigoroso e affascinante divulgatore, Angelo Floramo si è laureato brillantemente a Trieste in Filologia Latina Medioevale nel 1990, dove ha successivamente operato come ricercatore; insegna attualmente lingua, letteratura italiana e storia presso un’istituto superiore. Siamo onorati di averlo nostro ospite sul palco di TEDxUdine!

1) Qual è il rapporto che la tua vita ha col tempo? 

Vivo il tempo nella sua doppia dimensione: quello cronologico e quello interiore. Il tempo delle lancette divora gli istanti, è fatto di scadenze, impegni, appuntamenti, esige un tributo assoluto e non ammette deroghe. Si trasforma in calendario e anzi ha la pessima abitudine di lasciarci sopra tracce confuse, postille, notule: sono il ronzio della vita. L’altra dimensione invece è quella intima. Fluisce con al lentezza di un passo errante. Apre varchi di inaspettata meraviglia. La sua colonna sonora è il silenzio. È un tempo sinestetico, capace di mescolare insieme  le percezioni. Non ha bisogno di parole, anzi trova spesso nel silenzio gravido di tutto la sua migliore epifania. Gli affetti, le feste, la contemplazione dell’Arte, l’Amore se ne lasciano pervadere e ne traggono straniante energia.

2) Quanto secondo te la condivisione delle idee (e del sapere) è importante? Perché diffondere un’idea è un atto prezioso? 

Si dice che il termine “crepitus” sia stato utilizzato dagli Antichi per designare il suono che producono le carte di un libro tanto quanto le fiamme del fuoco quando accarezzano il legno. L’assonanza è subito spiegata: se tu hai in mano una torcia accesa mentre la mia è spenta, mi puoi comunicare la luce. Tu non perdi nulla, io acquisisco la fiamma. E posso comunicarla ad altri con le stesso senso di gratuità. Per di più ci vediamo meglio, e allontaniamo l’oscurità. Se tu mi racconti la tua Verità non perdi nulla. E io vedo più lontano. È triste lasciar morire la propria torcia senza aver mai comunicato a nessuno il suo fuoco. Sono intimamente convinto che la trasmissione della conoscenza sia un modo di preservare l’eternità dell’uomo nel vorace scorrere del tempo. È un passaggio di testimone che accresce ad ogni passaggio e non ha bisogno di nulla se non di occhi attenti e menti curiose.

3) Ci racconti una “cosa strana” della tua gestione del tempo?  

Adoro i meccanismi. Le serrature antiche. Gli ingranaggi. E tra tutti i “mobili ordigni di dentate rote” ovviamente gli orologi. Ma quelli proprio vecchi. Quando studio mi piace averne sempre uno, un cipollotto di fine ‘800, che appoggio sulle pagine del libro  lasciate aperte. Mi piace l’idea che il flusso delle parole, il rimuginare del pensiero si accordino a quel ticchettio. Apparteneva a mio nonno, l’orologio, e lo acquistò lavorando in miniera, in Francia. Una miniera di carbone. Un lavoro durissimo, da emigrante. Penso al mio tempo, così lontano dal suo. Al privilegio assoluto di poterlo considerare  nella sua dimensione più profonda, esistenziale, lontana dall’affanno. Divenendone padrone. Associo quei bilancieri e quelle lancette al privilegio di un tempo regalato. Non fuggiasco, ma pieno. Mio. Notturno. Fecondo, capace di liberare il pensiero dalle gabbie della quotidianità. Carico l’orologio e lo lascio vibrare tra la cadenza del respiro e il battito del cuore. Le migliori fra tutte le idee mi sono sempre nate tra un “tic” e un “tac” di quelle rotelle dentate.

4) Ti regaliamo 24 ore: cosa faresti? 

Inizierei a studiare qualcosa di nuovo

5) Immagina di avere solo pochi minuti per cominciare al mondo qualcosa. Scaduto questo tempo non ti avrai più alcuna possibilità di comunicare con gli altri in alcun modo. Sono gli ultimi minuti che hai a disposizione, e vorremmo che tu ci lasciassi un messaggio rivoluzionario, o anche semplice, ma che ci possa migliorare la vita. Cosa ci diresti/consiglieresti? 

Se avessi solo pochi istanti per comunicare qualcosa e poi tacere per sempre devo dire che vorrei consumarli tutti baciando la donna che amo. Nulla vale quanto l’Amore, la più rivoluzionaria forza che deflagra nelle galassie tanto quanto nei boccioli delle margherite di campo.

E infine, come a tutti gli speaker che ti hanno preceduto, ti chiediamo di lasciarci con una frase che ti rappresenti… 

Gli uomini assunsero la posizione eretta perché, troppo innamorati delle stelle, alzarono il muso da terra e, sognando, cominciarono a camminare (Isidoro di Siviglia).


Floramo è l’attuale responsabile della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, la più antica biblioteca friulana ed una delle prime istituzioni di pubblica lettura in Italia. Un estratto del suo intervento al TEDx lo puoi trovare qui!


 

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