Chi me lo fa fare? Nei piccoli traguardi c’è la spinta per raggiungere i tuoi obiettivi.

Quali sono gli ingredienti giusti per partire una volta che sai di che pasta sei fatto? Ce lo siamo chiesti quando abbiamo pensato al secondo Salon dedicato al proprio talento. E abbiamo girato la domanda a William Del Negro e Christian Savonitti, impegnati a far crescere importanti progetti di vita e di lavoro. 

Per chi ha deciso di mettersi in gioco e investire sulle sue potenzialità, sembra ci sia solo una strada da seguire: farlo. Così la pensa Christian che, in attesa di parlare ai partecipanti del workshop, ci racconta di come la vede lui questa storia del talento. 

In sella alle due ruote da quando era bambino, dopo un grave incidente è riuscito a tornare a correre in motocross. Attraverso la sua passione, ora si sta concentrando su obiettivi ancora più ambiziosi ma, soprattutto, vuole far sapere a più persone possibile l’importanza di credere nei propri sogni, oltre ogni difficoltà.

Christian, abbiamo scoperto in cosa siamo bravi. E adesso? 

Se il tuo talento corrisponde a ciò che ti piace davvero, coltivalo con tutto te stesso. Ma senza sederti sugli allori. Un talento va allenato. Dimostrare abilità in qualcosa non significa che l’abilità rimanga tale per sempre. Nel calcio, ad esempio, un giocatore può essere portato e un altro no; ma con il giusto allenamento, anche chi non è portato può superare in abilità chi lo è naturalmente. E un talento va anche coltivato a 360°, bisogna spenderlo in tutte le aree in cui puoi spenderlo.

È sempre il caso di investire nel proprio talento?

A volte può essere che non ti piaccia proprio tutto di quello che ti riesce facile. Ricordo di aver letto, ad esempio, che a Casey Stoner, campione di MotoGP, piaceva correre in moto ma non gareggiare. Era sempre in ansia prima di gareggiare. Suo padre lo spronava a gareggiare, a volte duramente. Tuttavia, ha continuato a farlo. Non puoi scappare da ciò che ti piace ma devi sempre pesare bene i motivi che ti spingono a investire. Se ti dicono gli altri come farlo c’è un problema. A quel punto credo sia meglio coltivare il talento come una passione anziché trasformarla in un lavoro.

Scopri che sei bravo a fare qualcosa ma a volte hai paura a spiegare le vele. Come la vedi?

Partire è il momento più difficile. E più facile seguire gli altri. Non c’è nulla di male a realizzare qualcosa per te stesso, però devi farlo per te, prima di tutto. Dipende da te. Se vuoi farlo diventare la tua ragione di vita devi farti coraggio e buttarti perché possono nascere mondi. Se ti butti esci dal tuo cerchio, vale la pena di osare.

Succede che non si parta per paura di rifiuti e si rimanga fermi a sognare…

Il giudizio degli altri spaventa. Sui social soprattutto, ci sono un sacco di bacchettoni pronti a deridere chi magari decide di aprire un ristorante in periodo Covid. Ma a chi vuole lanciarsi direi: chi se ne importa di chi ti condanna a priori! Guarda, a volte mi sento dire “Hai solo la moto in testa… sei fissato… Ma io con la moto mi diverto. E quando ti diverti, ti ripaghi di tutto. Molti sentenziano perché non hanno ancora scoperto cosa li rende felici; ma chi investe su stesso ha così tanto da fare che non ha tempo per giudicare.

Billy Elliot ci ha suggerito che un talento non va tenuto chiuso a chiave nel cassetto, persino se il contesto dove esprimerlo non è dei più favorevoli…

Bisogna trovare un modo per esprimerlo lo stesso. La soluzione passa di lì.  Indipendentemente dal contesto. Quando ho deciso di tornare in sella alla moto, a casa nessuno poteva darmi una mano. Ma avrei trovato il modo, a tutti i costi, di tornare in sella.

Christian, abbiamo investito sul nostro talento ma stiamo incontrando degli ostacoli a spenderlo. Dove troviamo la forza per proseguire nonostante tutto?

In noi stessi. Capita di pensare “Ma chi me lo fa fare”… però quel piccolo traguardo dopo cento rotture di scatole ti dà la forza per superare le prossime cento rotture di scatole. Che portano a un altro traguardo. Nei piccolissimi traguardi trovi la brezza costante che ti spinge avanti. E quando ne hai bisogno chiedi aiuto. Non c’è nulla di male ad arrivare insieme al traguardo.

Alcuni dicono che abbiamo paura di avere successo, perché secondo te?

Il mio obiettivo è far diventare la moto il mio lavoro. Ma ho bisogno di stimoli sempre nuovi. Se vivessi solo di moto mi fermerei. Non so se lascerei il mio lavoro attuale. Forse una volta che raggiungi il successo ti accorgi che non è ciò che vuoi. Ecco, lì magari ti accorgi che non era il successo che ti mancava.

È certo: al secondo TEDx Udine Salon ci attendono altri motivanti speech: guarda il talk di Christian su YouTube.

Iscrivendoti all’evento del 19 dicembre potrai porre le tue domande agli speaker e partecipare al workshop tenuto da Marzia Gorini. Nel frattempo riceverai del materiale da leggere, studiare e usare per sfruttare al massimo l’occasione. Ti aspettiamo all’ultima tappa del Salon!

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